Quando ero incinta, una delle domande che mi facevo più spesso era questa: come reagiranno i miei gatti alla bambina?
Leggendo online trovavo soprattutto due scenari opposti. Da una parte chi raccontava di gatti gelosi e stressati, dall’altra chi sosteneva che non sarebbe cambiato assolutamente nulla.
La realtà, almeno nel nostro caso, è stata molto più sfumata e interessante.
L’arrivo di Aurora e la curiosità dei gatti
Quando siamo tornati a casa dall’ospedale, Picky e Vermouth non hanno avuto la reazione che mi aspettavo.
Non si sono nascosti.
Non hanno mostrato aggressività.
Non hanno nemmeno ignorato completamente la nuova arrivata.
Hanno iniziato a osservarla.
Per giorni sembravano studiarla da lontano. Ogni movimento, ogni pianto, ogni nuovo oggetto legato alla bambina attirava la loro attenzione.
Era come se stessero cercando di capire chi fosse quella piccola persona che improvvisamente viveva con noi. (ovviamente a mantenendo ancora debita distanza).
Curiosità non significa affetto immediato
Una cosa che ho imparato è che spesso interpretiamo i comportamenti degli animali con occhi umani.
Se un gatto osserva un neonato per molto tempo non significa necessariamente che ne sia innamorato.
Molto spesso significa semplicemente che sta raccogliendo informazioni.
I gatti sono animali estremamente osservatori e ogni cambiamento importante nella loro routine viene analizzato con attenzione.
Per questo motivo non ho mai forzato il contatto tra loro.
Ho lasciato che fossero Picky e Vermouth a decidere tempi e distanze.
Alcuni comportamenti che mi hanno sorpresa
Con il passare delle settimane ho iniziato a notare piccoli dettagli.
Quando Aurora piangeva, uno dei due gatti spesso compariva nella stanza poco dopo.
Quando giocavamo sul tappeto, si fermavano nelle vicinanze.
Quando la bambina dormiva, spesso sceglievano di restare nella stessa stanza.
Non so se definirlo istinto protettivo.
Probabilmente sarebbe una semplificazione.
Ma sicuramente hanno imparato a considerarla parte della famiglia.
Ogni gatto è diverso
Questa è forse la lezione più importante.
Non esiste una reazione universale.
Alcuni gatti cercano subito il contatto.
Altri preferiscono mantenere le distanze per mesi.
Altri ancora alternano momenti di curiosità e momenti di totale indifferenza.
La cosa migliore che possiamo fare è rispettare il loro carattere e non avere aspettative irrealistiche.
Cosa mi sento di dire alle future mamme con gatti
Se sei incinta e stai leggendo questo articolo, probabilmente ti stai facendo le stesse domande che mi facevo io.
Il mio consiglio è semplice: non partire dal presupposto che ci saranno problemi.
Preparare i gatti all’arrivo del neonato è importante, ma è altrettanto importante concedere loro il tempo di adattarsi.
Molto spesso sono più flessibili di quanto immaginiamo.
E vedere nascere, poco alla volta, una nuova routine familiare che comprende sia i gatti che il bambino è una delle cose più belle che abbia vissuto da quando sono diventata mamma.
E voi?
I vostri gatti come hanno reagito all’arrivo di un neonato?
Hanno mostrato curiosità, indifferenza o comportamenti che non vi aspettavate?
Raccontatemelo nei commenti: adoro leggere le esperienze di altre famiglie che condividono la casa con bambini e animali.


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